TOUR DEL BIANCO TMB2014… DAY1


Buon mercoledì a tutti…

Eccomi qua tornato alla vita di tutti i giorni dopo la biciclettata intorno al Monte Bianco effettuata con vecchi e nuovi amici… avventura partita con molti dubbi personali ma che poi si è rivelata perfetta anche se una caduta stupida all’ultimo giorno mi ha un pò stressato la spalla ma ci sta: ora me la coccolo così per il fine settimana è pronta!

Ma andiamo con ordine…

Conoscevo l’esistenza ovviamente del Tour del Monte Bianco (tmb da ora in poi per farla più semplice) a piedi e in mtb. A piedi mai l’avrei fatto perchè 10/12 giorni erano troppi e secondo me troppo noiosi, in mtb ci avevo fatto un pensierino ma non ne avevo fatto una malattia… ma a marzo mi arriva una mail dagli amici savonesi sulla loro intenzione di fare la traversata in senso antiorario. Ma i posti erano limitati, beh provare non costava nulla visto che si presentava l’occasione e do la mia adesione. Mi richiamano dicendomi che i posti sono già tutti occupati e vengo messo in lista d’attesa… passano 7 giorni e mi dicono che sono dentro. Bene, inizia così una preparazione mentale piuttosto che fisica visto che pedalare pedalo ma solo perchè mi piace farlo in questo momento, il tour è una delle tante tappe di questo anno…

Intanto passa il tempo e l’appuntamento si avvicina ma si sa che l’estate non si è ancora fatta vedere e già al raduno nazionale in Cadore ci è andata di lusso. Saremo fortunati anche nel TMB dove si passa dall’Italia, alla Svizzera e alla Francia toccando realtà e vallate meteo tutte particolari? Le premesse non erano delle migliori ma non serve a nulla fasciarsi la testa! E poi nel limite del possibile pedalare sotto la pioggia oramai non mi turba più, idem scendere dai sentieri fradici… dopo le perplessità legate al tempo iniziano i dubbi per la costruzione dello zaino: ricambi di vestiario, meccanici e lo stress dell’eventuale pioggia… si rischiava uno zaino da sherpa visto che il giro era di 4 giorni

Togli qua, aggiungi la, insecchetta tutto e togli l’aria, cambia l’asciugamano e prendi il sacco lenzuolo in seta… un pò di mangiare e vuoi non portare il pile? Alla fine lo zaino pesato prima della partenza era intorno ai 10kg… per fortuna molto compresso e compatto quindi una volta indossato entrava in simbiosi con il biker… un ultima controllata alla mtb, cambio gomme scaramantico… e siamo a mercoledì.

Cena frugale, io, pantagruelica per molti altri del gruppo già al punto di ritrovo… saluto la famiglia e armato di sacco a pelo e materassino mi reco a Courmayeur. Parcheggio, faccio un giretto relax di 4 minuti e vado a nanna… la notte passa tranquilla e in macchina non fa per nulla freddo anzi… però devo fare qualche modifica strutturale per eliminare il dislivello presente nel pianale posteriore. Le idee ci sono 🙂

Giovedì mattina! Si esce un pò stropicciati, si tira fuori la mtb e ci si prepara raggiungendo il resto del gruppo. Giornata spaziale senza una nuvola, chi ben comincia è a metà dell’opera dicono… speriamo.

Saluti abbracci con i vecchi amici, saluti e presentazioni con i nuovi amici. Siamo 19 tanti per un tour del genere. Anche questo numero rappresenta una sfida, se poi pensiamo che come italiani forse siamo il primo gruppo numeroso a farlo in senso antiorario: una sfida nella sfida… via si parte!

1 km lineare e abbiamo già il primo problema meccanico, ah andiamo bene, nella guarnitura di Luca. Bici appena ritirata dal meccanico ma montata da un cane… si rimedia e si riparte. Affrontiamo la salita della Val Ferret, ci fermiamo per il caffè al rifugio Elena lottando con un gruppo di giapponesi agguerriti al tavolo delle consumazioni e iniziamo il vero TMB: il portage fino al colle Ferret… quasi 500m (o forse qualcosina di più) di spallaggio tranquillo ci portano al nostro primo colle e allo svalicamento in terra svizzera. Ovviamente immersi nelle nuvole assaporiamo la realtà di questa estate pazza: se non c’è il sole fa freddo… capita l’antifona dopo le foto di rito scendiamo un pochino e al riparo dal vento ci rilassiamo al sole ritrovato… ma non c’è tempo da perdere! Ne abbiamo ancora di strada da fare prima di arrivare al nostro primo posto tappa posto a Champex

Per non farci mancare nulla si prende subito una traccia di sentiero invece che seguire la facile e comoda sterrata, alcuni non cedono al fascino oscuro del single track e fanno bene… il sentiero è un mezza costa abbastanza solcato e del tutto insipido… i ribelli (io ero tra loro) capiscono l’antifona e se ne tornano mestamente sulla traccia sicura… si scende e poi si torna a salire su un bel sentiero balcone… ogni tanto incontriamo coloro che fanno il tour a piedi. Personalmente non li invidio ma li ammiro perchè ne dovranno fare di strada… il tempo passa e il sole rimane. Bene!

Altra variante seguita da pochi, io mi aggrego con gli altri e torniamo alla civiltà dove ci concediamo il lusso di una pausa ristoratrice: un gelato confezionato svizzero ha un sapore diverso oggi… si lotta un pò con il cambio franco/euro ma gli svizzeri hanno il resto per tutti. Il giro oggi finisce in salita ma poi ci concediamo una ultima piccola discesa in single che ci porta direttamente al punto del pernotto. Bene il primo giorno è andato, faticoso il giusto con 2150m di dislivello che hanno subito messo le cose in chiaro, nessuna difficoltà seria tecnica e molti panorami variegati dove il gruppo del Bianco è già un ricordo!

Ma ora basta mtb e via alla fase di relax, si fa per dire perchè abbiamo un’ora scarsa per prepararci alla pappa… io mi lavo a pezzi e scalzo perchè saranno anche svizzeri (precisi precisi) ma le ciabatte non le hanno per tutti… poco male il piede gradisce. Mangiamo discretamente, reintegriamo discretamente con la bevanda al luppolo e andiamo a dormire… domani è un altro giorno e si vedrà, ma almeno sappiamo che potremmo arrivare a Chamonix asciutti se non faremo troppo tardi, di questi tempi è tutto oro che cola…

Fine della prima puntata!… a domani con il report del secondo giorno 😉

… ah dimenticavo! Le foto della prima giornata!!!!

TMB2014 Courmayeur-Chamonix 31.07-03.08.14

Vista sulla Val Ferret durante la salita all’omonimo colle

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