NON SEMPRE LE CIAMBELLE ESCONO CON IL BUCO


Eh già, non avranno il buco ma se la pasta frolla con cui sono fatte è buona si lasciano mangiare con golosità!

Tutto questo preambolo è riferito all’esperienza vissuta ieri quando siamo saliti con gli sci sul Tobbio. Memore della stupenda sciata di domenica ho trascinato questa volta Massimo e Alessandro per una salita di primo pomeriggio (o tarda mattinata) lungo i pendii della montagna simbolo di questa parte di appennino… purtroppo però dopo la simpatica nevicata di lunedì le temperature si sono innalzate incredibilmente (oggi sembra primavera!) tra la notte di martedì e ieri, anche la pseudo gelata di ieri mattina era solo specchietto per le allodole. Risultato semplice e forse scontato per molti: neve quasi sparita, marcia e possibilità di toccare la roccia ad ogni curva molto molto probaabile. Tant’è siamo saliti lo stesso nonostante queste premesse perchè speravamo sfruttando i pendii a nord di salvare il salvabile… ah molti conoscitori della zona stanno pensando “… ma perchè non è salito sul Carmo…”, eh in effetti ci avevo anche pensato ma oramai la macchina organizzativa era partita 🙂

La parte più difficile della gita!

Iniziamo a salire convinti di trovare più neve in alto ed invece più si saliva e meno se ne trovava in proporzione, in più un paio di attraversamenti di torrente (replicati in discesa) ci hanno messo un pò a dura prova per evitare di marcirci i piedi, personalmente ho preferito evitare il salto di sotto e uno dei due piedi è andato a bagno. La salita comunque non è stata così tragica almeno fino nel punto in cui la Cresta Est si è abbattuta lì la roccia era ovunque e ci siamo tolti gli sci procedento con molta fatica perchè c’era un vento fortissimo che metteva a dura prova il nostro avanzare… a 200m dalla vetta per fortuna abbiamo ritrovato la neve e in breve siamo arrivati sci ai piedi al livello della chiesetta di vetta. GLi ultimi 50m lineari sono stati difficilissimi perchè il vento di libeccio (tra l’altro anche abbastanza caldo) ha cercato in ogni momento di scaraventarci a terra. Ma alla fine abbiamo vinto noi e siamo finalmente entrati nei locali della chiesa gramita da altri escursionisti del mercoledì intenti a riscaldarsi davanti alla stufa.

Dopo la cresta fatta a piedi ci si rimette gli sci 🙂

Il tempo di scambiare 4 chiacchere e ripartiamo, ora si che viene il bello! La prima parte della discesa non presenta problemi e si riescono a fare anche tre o quattro curve in sequenza, la neve è marcia ma tutto sommato si scia senza problemi. Decidiamo ovviamente per prolungare la nostra pseudo sciata (o meglio ravanata) di scendere verso il passo della Dagliola e per un 2/3 della discesa almeno io mi diverto anche, ogni tanto tocco qualche sasso o roccia ma con un pò di diagonali e curve da fermo. Alla fine Alessandro e io arriviamo al sentiero che parte dalla Dagliola, ma la mia speranza di trovare ancora la neve svanisce dopo poche spinte. Ci si leva gli sci e con “agile” camminata approdiamo nuovamente al pendio nord-est e ritroviamo neve sciabile. Da qua con un pò di avventura e senso per la neve (un pò come la Smilla per intenderci) riusciamo a scendere fino all’impetuoso torrente che all’andata ci ha bagnato i piedi. Ora c’è ancora più acqua così io riesco a bagnarmi anche il secondo piede… ma sono carico e rimetto gli sci. Unico del trio. Demenza senile o voglia di non rinunciare ad arrivare alla macchina con gli sci? Un pò tutte e due le cose 🙂

Si prova a sciare sul versante est

So che posso farcela e se anche non si può chiamare “sciare” io arriverò alla macchina sci ai piedi. Scendo con attenzione per evitare le pietre, giro da fermo e mi sposto dove la neve sembra più corposa e protettiva verso le pietre sparse ovunque… riesco anche a fare ancora un paio di curve qua e là… ma oramai sono arrivato e sono sceso calzando gli sci! Felice come un bimbo arrivo dagli altri due compari che arrivati da tempo stanno facendo su le loro cose… Sono contento e come un bimbo che ha ricevuto il regalo atteso da tanto tempo torno a casa sereno e pieno di buone sensazioni… peccato non aver trovato le condizioni di domenica ma tra la compagnia e l’ambiente e il ravanamento pienamente riuscito anche questa volta il “mio appennino” mi ha regalato una bella mezza giornata di ferie!

E ora visto il disgelo imminente si torna a parlare di mtb con la prima doppietta seria dell’anno, sabato probabilmente si va a Varazze su nuovi percorsi e domenica torno a Sestri per accompagnare gli amici del cai Bergamo… e poi mi aspettano 4 giorni in dolomiti dal 9 al 12 febbraio. Ma questa è un’altra storia e ci sarà tempo per parlarne!

Buona vita a tutti!! 😉

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